Il Paguro - piccola casa per giovani europei
agrorinasce

In terra di camorra, le ville dei boss diventano ostelli per i giovani e caffè letterari

inaugurazione

Tappa a Casapesenna, nel casertano, per Agrorinasce
Inaugurati "Il Paguro" e, nel pomeriggio, alle 18, il "Centro di aggregazione giovanile"

CASAPESENNA [Caserta]. Si chiama "Il Paguro", piccola casa dei giovani europei. La carovana di Agrorinasce, stamattina (30 giugno), è arrivata a Casapesenna, nel casertano, penultima tappa del tour "L'Agro che rinasce". L'amministratore delegato del consorzio, Giovanni Allucci, ha restituito alla città la villa confiscata al boss Alfredo Zara, affiliato al clan di Casal di Principe. La dimora, da simulacro del malaffare, è ora diventata un ostello della gioventù, assegnato in gestione all’associazione "Giosef" (Gioventù senza frontiere). Sarà sede di scambi culturali del Servizio volontariato europeo, e rappresenterà un’occasione di accoglienza per i molti turisti "sociali" che vorranno visitare il territorio.

 

Alla cerimonia del taglio del nastro, nella IV traversa di via Raffaello, oltre ad Allucci, c'erano, tra gli altri, il sindaco Marcello De Rosa, Enrico Vellante dell'associazione "Giosef", Fabio Ferro dell'Agenzia nazionale giovani, don Franco Picone, parroco della parrocchia di San Nicola di Bari di Casal di Principe, Raffaella Zagaria, consigliere provinciale, don Luigi Menditto, parroco di Casapesenna, Mariamichela Capoluongo, assessore all'istruzione del Comune, e Giovanni Pellitteri di Palermo e Orazio Lacenere di Firenze, due giovani allievi dell'Accademia 012 Factory, ospiti della struttura.

inaugurazione«Ce l'abbiamo fatta!», ha esordito De Rosa. «L'ostello dimostra come il lavoro svolto in sinergia tra associazioni, istituzioni e autorità ecclesiali rende tutto realizzabile. Il territorio, travolto dallo tsunami della criminalità organizzata, sta rinascendo grazie all'impegno dei cittadini, dello Stato e delle forze dell'ordine. Questo luogo, così come tutti gli altri beni confiscati e oggi riqualificati, restituisce al popolo ciò che la camorra gli ha sottratto: la dignità. Ho sempre creduto in Agrorinasce: grazie a loro e grazie all'impegno della collettività siamo potuti arrivare a questo punto. Mi auguro che anche le amministrazioni del territorio continuino a sostenere il consorzio».

Vellante: «Sento di dover ringraziare prima di tutto gli abitanti di Casapesenna; con loro, in questi mesi, abbiamo interagito in maniera perfetta, instaurando relazioni umane che probabilmente sarebbero state impensabili in realtà più grandi. L'approccio avuto qui non è diverso da quello che si sarebbe avuto con qualsiasi altra città europea».

Ferro: «La mia speranza è che questa struttura diventi una solida base per costruire il futuro. L'obiettivo di Agrorinasce e di "Giosef" è in piena sintonia con quello dell'Agenzia».

Allucci: «In molti mi hanno chiesto il perché di un ostello a Casapesenna. Prima di tutto perché l'associazione "Giosef" ha un'esperienza decennale nel servizio volontario europeo, e poi perché avere qui una dimora per i giovani ha un valore simbolico enorme». Nel pomeriggio, Agrorinasce sarà in via Cagliari, 11, sempre a Casapesenna, per la festa di chiusura dei lavori del "Centro di aggregazione giovanile per l’arte e la cultura", bene confiscato a Luigi Venosa, affiliato al clan di Casal di Principe; lo spazio ospiterà un caffè letterario, una sala scultura, una sala pittura e una sala di incontro. Il centro è stato assegnato in gestione all’associazione "Terra Nuova", dedicata a Pasquale Miele e ad Antonio di Bona, vittime innocenti della camorra.

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